Recensione: Beyond Tomorrow

Di Manuel Gregorin - 2 Aprile 2025 - 8:30
Beyond Tomorrow
Band: Ginevra
Etichetta: Frontiers Music Srl
Genere: AOR  Hard Rock 
Anno: 2025
Nazione:
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75

A Kristian Fyhr non piace proprio starsene con le mani in mano. Lo si intuiva già dai suoi esordi nel 2021, quando, pur essendo attivo con i Perpetual Etud, in parallelo reggeva anche il timone dei Seventh Crystal, i quali da side project vengono promossi fin da subito a gruppo vero e proprio. Forte di una vena creativa particolarmente fervida, un bel giorno Fyhr invia delle canzoni al boss della Frontiers, ed insieme formulano l’idea di pubblicarle sotto il nome di un nuovo progetto musicale, ed è qui che nascono i Ginevra. Per affiancare un vulcano sempre in attività come Fyhr, cosa c’è di meglio di un altro vulcano? Ed ecco che per le chitarre dei neonati Ginevra viene chiamato Magnus Karlsson, che fra The Ferrymen, Primal Fear, Free Fall ecc, si tiene bello impegnato pure lui. Con due nomi di questa portata ci voleva una sezione ritmica di un certo spessore. Ed è così che vengono inseriti in squadra il bassista Jimmy Jay degli H.E.A.T. ed il batterista Magnus Ulfstedt, ex-Eclipse ed ora in forza ai Nordic Union. Con questa formazione nel 2022 viene pubblicato We Belong to the Stars, un lavoro improntato su un hard rock melodico di scuola svedese sulla scia di quanto già fatto da H.E.A.T, Eclipse e Crowne. Arriviamo così ai tempi più recenti, con Kristian Fyhr che dopo aver chiuso il 2024 con l’ultimo nato in casa Seventh Crystal, ritorna nel primo trimestre del 2025 proprio con i Ginevra. Edito dalla Frontiers, il nuovo Beyond Tomorrow è uscito il 28 marzo 2025 e vede la formazione svedese rilanciare quanto proposto su We Belong to the Stars.

Moonlight apre le danze con Karlsson che fa sentire il suo tocco personale nell’accompagnare i sublimi vocalizzi di Fyhr. Lightning Roses si rivela come un pezzo più sognante con qualche vaga spruzzata di sinfonico. Ancora melodie oniriche per la ballata True North, con un cantato particolarmente espressivo nel creare un certo feeling. Delle tastiere alla Goblin aprono Let Freedom Ring, un pezzo cristallino costruito su di un tempo medio, mentre Arms Of Oblivion svela un aspetto più cupo dove emerge un pregevole assolo di Karlsson. Echoes Of The Lonely è una composizione particolarmente emotiva, impregnata di malinconia tipicamente nord europea. Nello specifico il brano emana un alone di tristezza nostalgica molto ricorrente nelle opere di vari artisti scandinavi, come ad esempio il lavoro solista di Jani Liimatainen o in certi episodi più rilassati degli Stratovarius.

Si sale di livello con Beat The Devil, dove si scorgono degli ammiccamenti ai Queensrÿche, e la vivace Samurai. Queste due tracce risultano particolarmente ispirate andando a collocarsi tra le più riuscite del album.
Wild Ones si presenta come un pezzo più grintoso, grazie anche alla manina pesante di Karlsson che si fa sentire nei riff taglienti.
Una buona menzione anche per Higher, episodio trascinante con la voce di Fyhr che dipinge melodie brillanti.
Chiude il lotto la gagliarda Enemy Of Your Destiny, un hard rock insaporito da spruzzate di tastiere.

Kristian Fyrh dimostra di saperci fare quando si tratta di scrivere canzoni, confezionando un lavoro gustoso e di qualità. Rispetto al precedente We Belong to the Stars però, che già di suo non inventava niente nuovo, su Beyond Tomorrow pare di percepire una maggior influenza riconducibile ai Seventh Crystal. Alla luce di questo, viene da interrogarsi sulla reale necessità di pubblicare a distanza di cinque mesi, due album sostanzialmente abbastanza simili con due progetti differenti. Forse si temeva che a tenerli troppo tempo nel cassetto i brani perdessero freschezza? O magari per la voglia del leader Kristian Fyhr di confrontarsi con musicisti diversi da quelli dei Seventh Crystal?
Qualunque sia la motivazione, questo accavallamento di uscite discografiche potrebbe rischiare di fare passare in sordina un lavoro tutto sommato valido come Beyond Tomorrow.
E sarebbe un peccato, perché alcune tracce sono davvero meritevoli.

https://www.facebook.com/GinevraRock

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