Recensione: D.eforming N.eural A.ggression
Recensione a cura di Alessandro Gargivolo
I Chrysalis, band Technical Death Metal nata a Torino nel 1993 dalle ceneri dei Soulless (Doom/Death), rappresentano una delle diverse storie smarrite del panorama Metal italiano. A seguito delle registrazioni del primo full-length a titolo “Deforming Neural Aggression” (D.N.A. – 1999), il gruppo si sciolse improvvisamente nel 2001 lasciando incompiuto il suo percorso musicale. Quegli anni erano dominati da sottogeneri come il Power Metal, il Nu e l’Industrial, il che rendeva particolarmente difficile emergere per chi, come i Chrysalis, si ispirava alla scuola floridiana del Death Metal, seguendo le orme di artisti di fama mondiale come i Cynic e gli Atheist. Il loro ‘sogno americano’, però, rimase chiuso in un cassetto.
Attivi nella scena Underground torinese, i Chrysalis pubblicarono un EP intitolato “…from Different Worlds” (1996), stampato indipendente in formato CD e un demo intitolato “Abductions” (1998), distribuito in cassetta. Alcuni membri della band continuarono il loro percorso musicale in realtà come i Mindsnare e i Nerocapra, ma la loro opera principale rimase sepolta fino al 2023, solamente quando l’album “D.eforming N.eural A.ggression” venne pubblicato attraverso le piattaforme digitali. Questa uscita tardiva ha permesso ai fan dell’Underground Metal torinese di fare un tuffo nel passato e riscoprire il talento di una band che meritava sicuramente più attenzione.
L’album, registrato nel 1999 da Daniele Fiordana e prodotto insieme ai membri del gruppo, evidenzia un riffing di matrice Thrash-Death influenzato da realtà come i Death, con un sound che richiama la complessità e l’inventiva della Florida. La voce, ispirata al growl dei Suffocation, richiama lavori iconici come “Breeding the Spawn” (1993). Anche il basso spicca con un approccio tecnico e dinamico, in stile Steve Di Giorgio dei Sadus, mentre la batteria si distingue per strutture intricate e continui cambi di tempo, ricordando eccelsi musicisti come Gene Hoglan e Sean Reinert (R.I.P.) dimostrando un notevole livello tecnico. Il sound di chitarra in alcuni momenti può vagamente ricordare quanto sentito in Individual Thought Patterns (1993) dei Death.
Daniele Fiordana, responsabile della registrazione e produzione dell’album, avrebbe potuto incarnare lo spirito di un certo ‘Scott Burns italiano’. Tuttavia, ascoltando il disco, emerge chiaramente una differenza significativa nella qualità: Burns, dietro i mixer dei leggendari Morrisound Studios, ha definito uno standard tecnico molto elevato, plasmando il suono del Death Metal degli anni ’90 con un approccio innovativo e una qualità sonora inconfondibile. Il suo lavoro ha lasciato un marchio indelebile nel genere, influenzando il panorama Metal a partire dalle prime produzioni dei Nasty Savage fino ai giganti della scena.
Pertanto i Chrysalis, con questo album, avrebbero potuto ritagliarsi uno spazio molto più significativo nella scena Technical Death Metal dell’epoca, offrendo un’interpretazione italiana di un genere principalmente dominato dagli americani. Tuttavia, la produzione non riesce a valorizzare appieno il potenziale della band lasciando la sensazione di un’occasione in parte mancata. Nonostante ciò, il disco resta un’interessante testimonianza del sottobosco Underground dell’epoca, con la speranza che possa ricevere il riconoscimento che merita, magari con una ristampa adeguata.