Recensione: Lvmen Deorvm Vltra Lvnam Sitorvm Tandem Evanescit
A smentire chi pensa che il black metal sia solo e soltanto retaggio in primis della Norvegia, ci sono molte entità sparse per il Mondo in grado di produrre musica che nulla ha che a inviare ai migliori interpreti del Nord Europa e non.
Una di queste sono i Téleos, cileni, in cui il mastermind Mnemosynvs si occupa di tutti gli strumenti, a parte alcuni ospiti alla voce presenti in diverse canzoni. Una one-man band, insomma, come tantissime ce ne sono nell’ambiente. La naturale misantropia degli artisti, volti a isolarsi dalla società, fa sì che detta soluzione sia molto praticata un po’ ovunque. Anche perché il relativo punto debole, individuabile in passato nella scarsa qualità della batteria elettronica, è stata superata da drum-machine che nulla hanno a che invidiare agli strumentisti in carne e ossa.
Questo per dire che il sound di “Lvmen Deorvm Vltra Lvnam Sitorvm Tandem Evanescit“, debut-album autoprodotto, è di più che buona fattura. Accostabile a produzioni ben più ricche, del tipo di quelle supportate da label ufficiali. Un sound pieno, facilmente leggibile nelle sue componenti di base, che appaga l’orecchio.
Fattispecie importante, questa, poiché consente di percepire tutte le sfumature di un disco ricco di elementi ambient e inserimenti di pianoforte e tastiere. Per quello che, oggi, è definito come atmospheric black metal. Foggia musicale, cioè, in cui vengono riversate intatte le emozioni, i sentimenti e gli stati d’animo di chi si occupa del songwriting. Il tutto, per un ascolto immersivo in atmosfere, appunto, assai disparate fra loro ma comunque allineate su un unico comune denominatore. Che è quello di fornire l’impulso per indurre la mente a immergersi in effetti colorati, lisergici, vivide allucinazioni, fotogrammi di immaginari viaggi interstellari, scenari post-apocalittici, oscure foreste ubicate su vette innevate e così via; lasciando agli interpreti la scelta di quale contesto in cui annegare dolcemente.
I Téleos, rispetto alla maggioranza dei colleghi, non prediligono al 100% l’oscurità, il buio, la sofferenza interiore. Nella loro personale elaborazione si possono percepire, infatti, gli echi di viaggi trasognanti che abbracciano una moltitudine di singulti policromi. Magari un po’ di malinconia, un pizzico di nostalgia, una vaga quanto sottile e sempiterna tristezza. Questo sì. Tuttavia, preso nel suo complesso, il disco si mantiene su un livello in cui la depressione – spesso amica oscura del black e dell’atmospheric black metal – non identifica compiutamente il full-length stesso.
Mnemosynvs, oltre a essere parecchio abile con la strumentazione e con la voce sì da dare l’idea di capitanare una formazione a cinque elementi, si mostra come un ottimo compositore. Lo schema dei brani non è complesso, anzi si adatta più o meno al classico schema rock. Con che, a parere di chi scrive, facilitando l’assimilazione dei brani medesimi. In essi, la secchezza delle hars vocals accompagnano una musica piena, che scava in profondità grazie ai poderosi riff di chitarra e alle esplosioni di blast-beats, raggiungendo l’anima nei suoi anfratti più nascosti grazie, anche, a uno spesso e a volte sontuoso tappeto di tastiere (“Vbi Avrae Desolationis Spirant“). Non manca la melodia, non invadente ma anzi coerente con lo stile equilibrato dell’LP, come dimostra la stupenda “Labyrinthvs” o la micidiale, terremotante “Clamor Bestiae Rationalis“.
Tutto quanto sopra porta a definire, in sostanza, il lavoro come un’opera varia, caleidoscopica, piuttosto longeva grazie alla varietà dei singoli episodi. Un’opera per sognare a occhi aperti, per fantasticare come meglio si vuole. Data la bravura a tutto tondo dei Téleos, e in particolare di Mnemosynvs, non si può che aspettare e sperare in un nuovo capitolo delle storie narrate in “Lvmen Deorvm Vltra Lvnam Sitorvm Tandem Evanescit“.
Daniele “dani66” D’Adamo